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Punti di Vista – Mine

Per il quarto appuntamento con Punti di Vista, abbiamo deciso di recensire Mine, un film che avevamo consigliato qualche tempo fa, un film diretto da due registi italiani, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, che portano alto il nome dei giovani registi italiani nel mondo.


Trama: Mike Stevens (interpretato da Armie Hammer) è un marine americano in missione in Nord Africa insieme al suo amico di sempre Tommy Madison, nel tentativo di uccidere un esponente di una cellula terroristica.

2Dopo aver fallito la missione, i due si ritrovano in pieno deserto senza la possibilità di un’estrazione veloce, quindi sono costretti a camminare fino al villaggio più vicino, che dista dal loro punto circa cinque ore a piedi.

Durante la traversata, entrambi sono molto stanchi e presto sono anche a corto di acqua. Quando manca quasi un’ora di strada fino al villaggio, un cartello arrugginito finisce accanto a Mike, che lo raccoglie e avverte Tommy di un possibile pericolo.

Tommy snobba gli avvertimenti di Mike e cammina senza sosta nella direzione prefissata, finché non calpesta accidentalmente una mina. Mike cerca di avvertire l’amico, ma è ormai troppo tardi: Tommy fa il passo decisivo che fa deflagrare la bomba e cade a terra con le gambe tranciate di netto.

Mike prova a confortare l’amico, implorandolo di fare appello alle sue ultime forze per recuperare la radio che è volata a pochi passi da Tommy, ma nel tentativo di raggiungerlo, calpesta anch’egli una mina e con molto sangue freddo resta con il piede immobile sull’ordigno esplosivo.

Nel frattempo suggerisce a Tommy di prendere dal suo kit medico la morfina per mettere a tacere il dolore lancinante, ma quando quest’ultimo si accorge di non avere più le gambe, si inietta due dosi di morfina e successivamente si toglie la vita sparandosi in testa.

A questo punto Mike si ritrova da solo nel deserto, in un campo minato, senza acqua e ormai allo stremo delle forze. Cercando di sopravvivere, comincia a pensare a tutte le soluzioni possibili, facendo un inventario dei suoi oggetti; improvvisa quindi un arpione per recuperare la radio, che scopre essere spenta e quindi per questo motivo Tommy non aveva avuto alcuna risposta.

Contattata finalmente la base operativa, viene informato che è in arrivo una tempesta di sabbia e che la squadra più vicina a lui si trova a ben 52 ore di distanza, in quanto impegnata in uno scontro a fuoco.

mineScosso dalla vicenda, disidratato e stanco, urla al vento chiedendo aiuto e spara dei colpi di pistola, consapevole che il villaggio non dista molto. Quando ormai le sue speranze sembrano svanite, un berbero del posto si avvicina lentamente a lui, procedendo a zig zag attraverso il campo minato. L’uomo sembra all’inizio non riconoscere la sua lingua, ma dopo qualche scambio di gesti per chiedere aiuto, l’uomo prende la sua borraccia vuota e se ne va.

Dopo un po’ torna con la borraccia piena e successivamente saluta Mike e torna sui suoi passi. Mike torna solo e decide di attrezzarsi per la notte, pur essendo cosciente che la notte nel deserto porta numerose insidie. Infatti con il passare delle ore e l’arrivo del buio Mike si trova a combattere con il freddo del deserto e con le iene del deserto, che nel frattempo lo avevano attaccato e da cui era sfuggito grazie all’esplosione di una mina.

Il giorno seguente Mike si risveglia tutto frastornato dalla turbolenta notte e vede in lontananza una bambina, che sta portando lui una borraccia piena d’acqua. Mike chiede alla bambina di avvicinargli la radio che è a pochi passi da lui, ma che è impossibilitato a prendere lui stesso, ma la bambina fugge impaurita senza accontentarlo.

Mike torna a delirare e poco dopo si sveglia e trova di fianco a sè il berbero che adesso gli sta curando le ferite. Egli lo avverte anche che è stato lui a portargli nuovamente la borraccia con l’acqua e che non c’è mai stata una bambina.

L’uomo racconta così la storia della sua defunta figlia che portava con sè nelle spedizioni nelle quali disinnescava le mine e che un giorno morì in seguito all’esplosione di una di esse e in seguito si congeda da Mike ripetendogli che bisogna sempre andare avanti.

Scorrono così le ore e Mike pensa sempre di più al suo passato fino al punto che, nella seconda notte di permanenza nel deserto, Mike immagina di rivedere il suo amico Tommy che lo avverte che le iene lo hanno circondato esortandolo a praticare una manovra militare per liberarsi di loro.

58951_pplMike mette le iene KO a mani nude ma non ha nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo che si vede attaccato da un convoglio di mercenari nemici che lo vuole eliminare.

Grazie alle sue ottime doti di cecchino riesce a farli fuggire e contatta nuovamente la base che però di comunica di dover attendere altre 17 ore prima del suo recupero.

A questo punto un Mike davvero a pezzi, e ormai prossimo alla resa, si immagina nuovamente l’amico defunto Tommy che lo esorta a tenere duro ancora un po’.

Passano le ore e finalmente il convoglio di salvataggio sta arrivando ma Mike sa che se non si farà riconoscere sarà dichiarato morto e non verrà salvato.

Mike ripensa così alle parole del berbero e con coraggio decide di fare un passo in avanti, scoprendo con stupore che la mina è in realtà una lattina. Mike recupera così il bengala e riesce a farsi salvare tornando a casa dalla sua amata fidanzata.

 

Commento Antonio: 

Mine è una storia avvincente e personale, diretto dai due registi italiani Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, con protagonista Armie Hammer, qui anche in veste di produttore.

Il film, nonostante il budget contenuto, è di una qualità che potremmo definire “all’italiana”, se prendiamo in esempio l’exploit del cinema italiano dopo un periodo di morte apparente.

La storia narrata nella pellicola è una storia di solitudine e angoscia, in cui la tensione per l’incertezza della sorte del nostro protagonista resta alle stelle. La regia, praticamente perfetta a parte piccole scelte nelle inquadrature, rende, insieme al montaggio e alla fotografia, la vicenda del protagonista alquanto verosimile, se non veritiera. Infatti potrebbe benissimo essere tratto da una storia vera, e nessuno avrebbe niente da ridire, proprio per questo mi sento di dire che la sceneggiatura è proprio il punto forte di questo film.mine

Anche l’interpretazione di quello che è praticamente l’unico personaggio principale (se non consideriamo l’indigeno), da parte di Armie Hammer, è uno dei pregi di questo film incentrato sulle vicende di una sola persona e che doveva essere necessariamente interpretato alla perfezione.

Tutto quello che Armie riesce a trasmettere allo spettatore non rimane in testa solo per qualche minuto, ma resta ancora un po’ di più e si sposta verso il cuore, dove prima farà sentire la malinconia e la tristezza per la sorte della piccola figlia dell’indigeno, e poi piano piano ce lo riscalderà attraverso la gioia per il riscatto di Mike sia con sé stesso, che con il suo passato.

Che sia questa quindi la direzione che il cinema italiano deve intraprendere per riscattarsi ulteriormente dopo un periodo nero che solo recentemente sta virando verso la luce? Visti i risultati di questo film, non posso fare altro che sperarlo.

Commento Gabriele: 

Mine è un film dal significato controverso ma misteriosamente ammaliante. Mentre da un lato viene analizzata la psiche del soldato Mike Stevens (Armie Hammer) dall’altro viene preso in esame un tema dal trattamento difficile, il tema della solitudine.

Quest’ultimo viene trattato da una prospettiva nettamente introversa e accompagna il tema del coraggio e quello della paura approfondendo le vicende trattate a partire da dei flashback sul passato del soldato.mine-700x430

Fra le battute più illuminanti “Fai un passo avanti” è quella che racchiude al meglio il significato dell’intero film: per tutto il film viene infatti ricordato che la vita ci pone degli ostacoli, fisici e non, che l’uomo ha il dovere di superare sfruttando il coraggio e le sue abilità.

Unica pecca del film può essere il fatto che il film è a metà tra il thriller e il war movie ma ciò non rappresenta un grande problema ai fini della sua qualità generale.

Da sottolineare un ottima fotografia e un eccellente regia accompagnate da un sonoro di buon livello e da una sceneggiatura solida e corposa.

In conclusione mi sento di dire che Mine, insieme a Lo chiamavano Jeeg Robot e a Veloce come il vento, rappresenta fra i pochi esempi di film italiano d’eccellenza.

Per il quarto appuntamento con Punti di Vista, abbiamo deciso di recensire Mine, un film che avevamo consigliato qualche tempo fa, un film diretto da due registi italiani, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, che portano alto il nome dei giovani registi italiani nel mondo. Trama: Mike Stevens (interpretato da Armie Hammer) è un marine americano in missione in Nord Africa insieme al suo amico di sempre Tommy Madison, nel tentativo di uccidere un esponente di una cellula terroristica. Dopo aver fallito la missione, i due si ritrovano in pieno deserto senza la possibilità di un'estrazione veloce, quindi sono costretti a camminare fino al villaggio più vicino, che dista dal loro punto circa cinque ore a piedi. Durante la traversata, entrambi sono molto stanchi e presto sono anche a corto di acqua. Quando manca quasi un'ora di strada fino al villaggio, un cartello arrugginito finisce accanto a Mike, che lo raccoglie e avverte Tommy di un possibile pericolo. Tommy snobba gli avvertimenti di Mike e cammina senza sosta nella direzione prefissata, finché non calpesta accidentalmente una mina. Mike cerca di avvertire l'amico, ma è ormai troppo tardi: Tommy fa il passo decisivo che fa deflagrare la bomba e cade a terra con le gambe tranciate di netto. Mike prova a confortare l'amico, implorandolo di fare appello alle sue ultime forze per recuperare la radio che è volata a pochi passi da Tommy, ma nel tentativo di raggiungerlo, calpesta anch'egli una mina e con molto sangue freddo resta con il piede immobile sull'ordigno esplosivo. Nel frattempo suggerisce a Tommy di prendere dal suo kit medico la morfina per mettere a tacere il dolore lancinante, ma quando quest'ultimo si accorge di non avere più le gambe, si inietta due dosi di morfina e successivamente si toglie la vita sparandosi in testa. A questo punto Mike si ritrova da solo nel deserto, in un campo minato, senza acqua e ormai allo stremo delle forze. Cercando di sopravvivere, comincia a pensare a tutte le soluzioni possibili, facendo un inventario dei suoi oggetti; improvvisa quindi un arpione per recuperare la radio, che scopre essere spenta e quindi per questo motivo Tommy non aveva avuto alcuna risposta. Contattata finalmente la base operativa, viene informato che è in arrivo una tempesta di sabbia e che la squadra più vicina a lui si trova a ben 52 ore di distanza, in quanto impegnata in uno scontro a fuoco. Scosso dalla vicenda, disidratato e stanco, urla al vento chiedendo aiuto e spara dei colpi di pistola, consapevole che il villaggio non dista molto. Quando ormai le sue speranze sembrano svanite, un berbero del posto si avvicina lentamente a lui, procedendo a zig zag attraverso il campo minato. L'uomo sembra all'inizio non riconoscere la sua lingua, ma dopo qualche scambio di gesti per chiedere aiuto, l'uomo prende la sua borraccia vuota e se ne va. Dopo un po' torna con la borraccia piena e successivamente saluta Mike e torna sui suoi passi. Mike torna solo e decide di attrezzarsi per la notte,…

Mine

8.5

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Mine

Mine
8.7

Costumi

9.0/10

Regia

9.0/10

Fotografia

8.8/10

Sceneggiatura

9.0/10

Colonne Sonore

7.9/10

PRO

  • Sceneggiatura
  • Interpretazione Armie Hammer

CONTRO

  • Sonoro

Autore dell'articolo: Antonio Fiasconaro

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