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Punti di Vista – Room

Nel nuovo appuntamento con Punti di Vista, parleremo di un film che lo scorso anno è stato candidato al premio Oscar come Miglior Film e ha fatto conoscere al mondo la bravura di Brie Larson, che grazie alla sua interpretazione nel film ha vinto il premio come Miglior Attrice Protagonista.

Adattato dal libro di Emma Donoghue e ispirato ad una storia vera, per la regia di Lenny Abrahamson, il film che andremo a trattare oggi è Room.


 

Trama: Article Lead - wide1005077748gmdwnyimage.related.articleLeadwide.729x410.gmeayc.png1455076476676.jpg-620x349Joy è stata rapita da un uomo sette anni fa mentre andava a scuola, è stata maltrattata più volte e anche stuprata. Da uno di questi rapporti è nato Jack, che adesso ha 5 anni. L’unica cosa del mondo che Jack conosce è la stanza dove sono rinchiusi entrambi dal ‘Vecchio Nick’, nome che mamma e figlio danno al rapitore non conoscendo il vero.

Con tanta determinazione e amore, e nonostante le frequenti visite violente del vecchio Nick, Joy riesce a crescere Jack inventando tante storie per nascondere la loro reale condizione al bambino. E così il piccolo Jack scopre che la loro casa si trova nello spazio ed è il solo luogo dove è possibile vivere e la piccola televisione che hanno racconta storie di fantascienza e rappresenta solo la finzione.

room-2 (1)Tuttavia, man mano che cresce, Jack comincia a porsi sempre più domande sul mondo intorno a lui, tanto che Joy, ormai allo stremo, smentisce tutte le bugie che in 5 anni ha raccontato al bambino dicendogli la verità, cioè che fuori da quella stanza c’è un mondo intero che lo aspetta, fatto di alberi, case e persone proprio come lui.

Il bambino, dapprima diffidente verso un capovolgimento di tutto ciò che credeva reale, si convince che la storia della madre deve essere vera e Joy gli spiega che l’unico modo di uscire dalla stanza è attraverso la porta blindata che è protetta da un codice che solo il vecchio Nick conosce.

roomCosì entrambi escogitano un piano: Jack deve fare finta di stare male e Joy dovrà chiedere al vecchio Nick di portarlo in ospedale, ma il rapitore non si fa fregare e va a prendergli delle medicine. Visto svanire il loro piano, Joy fa fingere al figlio di essere morto e lo arrotola dentro un tappeto, in modo tale che almeno il piccolo possa uscire da quella maledetta stanza.

Ancora dentro il tappeto, una volta messo sul retro del pick-up del vecchio Nick, Jack comincia a sbirciare fuori e ha quasi un mancamento. Raccolte però le sue forze, riesce a scendere dal furgone e ad attirare l’attenzione di un passante, che chiama subito la polizia. Grazie all’aiuto del piccolo, la polizia riesce a trovare Joy e ad arrestare il rapitore.

Tornati alla vita normale però, il bambino non riesce ad ambientarsi alla sua nuova condizione e sviluppa una forma di mutismo selettivo. Scossa dalla vicenda e innervosita dall’atteggiamento del figlio, Joy tenta il suicidio e viene trovata proprio da Jack che comincia ad urlare facendo arrivare la madre di Joy e quindi i primi soccorsi.

Dopo un periodo di riabilitazione della madre, Jack capisce ciò che in fondo gli può riservare il futuro e propone a Joy di visitare un’ultima volta la stanza dove hanno vissuto per molti anni, dove dice addio a tutti gli oggetti che ne fanno parte e si prepara a ricominciare a vivere.

 

 

 

Commento Antonio: Ricordo ancora che nel fervore dell’attesa della scorsa edizione dei premi Oscar avevo snobbato questo film, credendolo uno di quei film drammatici sentimentali adatti diciamo solo ad un ristretto pubblico. Invece grazie al consiglio di una persona a me molto cara, mi sono avviato alla sua visione, e per le successive due ore ho tenuto il telefono spento.room

Tutto quello che si può fare durante la visione di questo film è solo rimanere in attesa di scoprire la sorte dei due protagonisti, che grazie alla spontaneità degli attori, instaurano sin da subito una sorta di empatia con gli spettatori.

La meravigliosa Brie Larson, fino a quel momento sconosciuta ai più (sinceramente anche per me), dimostra tutta la sua bravura sia nell’interpretare la ragazza madre Joy, vittima di un rapimento e di numerosi stupri, che nell’essere una vera e propria guida per il piccolo Jacob Tremblay, eletto poi vera e propria mascotte della cerimonia di premiazione degli Oscar.

L’accuratezza con cui il romanzo da cui è basato è realizzata non è un mistero: la sceneggiatrice è infatti l’autrice del romanzo stessa, che riesce a infondere anche nel film la crudezza e la drammaticità di un evento del genere, che si rifà addirittura ad una storia analoga avvenuta realmente in Austria qualche tempo fa.

Dal punto di vista tecnico, la fotografia è il fiore all’occhiello, così come la regia di Lenny Abrahamson e la sceneggiatura, come detto in precedenza. Forse pecca un po’ per quanto riguarda la colonna sonora, ma a fronte di una storia davvero toccante che non può lasciare nessuno indifferente, non la vedo una perdita così grossa.

 

 

 

Commento Gabriele: Ho scoperto questo film su consiglio di un amico ma dopo le prime battute me ne sono già da subito innamorato per l’estrema empatia che trasmette e per il realismo dimostrato dai protagonisti, Brie Larson in primis.

Si tratta di un film apparentemente sciatto e melodrammatico ma che una volta visto non può che catturare l’attenzione dello spettatore per l’estrema drammaticità della vicenda narrata e per l’ottima fotografia che lo accompagna.

Room-2La bravura di Brie Larson sta soprattutto nel non sovrastare mai l’interpretazione di Jacob Tremblay (il piccolo Jack) ma anzi di accompagnarlo in una sorta di interpretazione unica madre-figlio che rende il film piacevole, malgrado la tematica trattata.

Sì il tema trattato è durissimo, violenza e rapimento (con custodia) di persone, ma il tutto è confezionato in una pellicola che scorre davvero molto velocemente per la qualità della stessa.

Il ritmo non risulta particolarmente incalzante, ma è ciò che serve per raccontare al meglio la vicenda, e le colonne sonore fanno da accompagnamento perfetto, soprattutto nelle scene più importanti, infine risulta perfetta anche la scelta delle location.

Il regista risulta davvero abile a saper cogliere le migliori abilità dei due protagonisti, che prima di questo film non risultavano certo attori famosissimi ma che i pochi ricorderanno per Lo stravagante mondo di Greenberg (film del 2010 con Brie Larson e Ben Stiller) e Somnia (film del 2016 con Jacob Tremblay).

Nel nuovo appuntamento con Punti di Vista, parleremo di un film che lo scorso anno è stato candidato al premio Oscar come Miglior Film e ha fatto conoscere al mondo la bravura di Brie Larson, che grazie alla sua interpretazione nel film ha vinto il premio come Miglior Attrice Protagonista. Adattato dal libro di Emma Donoghue e ispirato ad una storia vera, per la regia di Lenny Abrahamson, il film che andremo a trattare oggi è Room.   Trama: Joy è stata rapita da un uomo sette anni fa mentre andava a scuola, è stata maltrattata più volte e anche stuprata. Da uno di questi rapporti è nato Jack, che adesso ha 5 anni. L'unica cosa del mondo che Jack conosce è la stanza dove sono rinchiusi entrambi dal 'Vecchio Nick', nome che mamma e figlio danno al rapitore non conoscendo il vero. Con tanta determinazione e amore, e nonostante le frequenti visite violente del vecchio Nick, Joy riesce a crescere Jack inventando tante storie per nascondere la loro reale condizione al bambino. E così il piccolo Jack scopre che la loro casa si trova nello spazio ed è il solo luogo dove è possibile vivere e la piccola televisione che hanno racconta storie di fantascienza e rappresenta solo la finzione. Tuttavia, man mano che cresce, Jack comincia a porsi sempre più domande sul mondo intorno a lui, tanto che Joy, ormai allo stremo, smentisce tutte le bugie che in 5 anni ha raccontato al bambino dicendogli la verità, cioè che fuori da quella stanza c'è un mondo intero che lo aspetta, fatto di alberi, case e persone proprio come lui. Il bambino, dapprima diffidente verso un capovolgimento di tutto ciò che credeva reale, si convince che la storia della madre deve essere vera e Joy gli spiega che l'unico modo di uscire dalla stanza è attraverso la porta blindata che è protetta da un codice che solo il vecchio Nick conosce. Così entrambi escogitano un piano: Jack deve fare finta di stare male e Joy dovrà chiedere al vecchio Nick di portarlo in ospedale, ma il rapitore non si fa fregare e va a prendergli delle medicine. Visto svanire il loro piano, Joy fa fingere al figlio di essere morto e lo arrotola dentro un tappeto, in modo tale che almeno il piccolo possa uscire da quella maledetta stanza. Ancora dentro il tappeto, una volta messo sul retro del pick-up del vecchio Nick, Jack comincia a sbirciare fuori e ha quasi un mancamento. Raccolte però le sue forze, riesce a scendere dal furgone e ad attirare l'attenzione di un passante, che chiama subito la polizia. Grazie all'aiuto del piccolo, la polizia riesce a trovare Joy e ad arrestare il rapitore. Tornati alla vita normale però, il bambino non riesce ad ambientarsi alla sua nuova condizione e sviluppa una forma di mutismo selettivo. Scossa dalla vicenda e innervosita dall'atteggiamento del figlio, Joy tenta il suicidio e viene trovata proprio da Jack che comincia ad urlare facendo arrivare la madre di…
9.0

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90

Room

Room
9

Regia

9.1/10

Fotografia

9.3/10

Sceneggiatura

9.3/10

Colonne Sonore

8.6/10

Costumi

8.7/10

PRO

  • Interpetazione Brie Larson
  • Trama
  • Drammaticità

CONTRO

  • Ritmo narrativo

Autore dell'articolo: Antonio Fiasconaro

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