And the winner is1

And the Oscar goes to… Il Caso Spotlight

Il quarto film ad essere esaminato nella nostra rubrica dedicata alle pellicole vincitrici del Premio Oscar come Miglior Film è un film recente che si è aggiudicato la statuetta solo lo scorso anno: naturalmente stiamo parlando de Il Caso Spotlight.

Il film, diretto da Tom McCarthy e tratto dall’inchiesta del team del Boston Globe vincitrice del Premio Pulitzer, è stato candidato in 6 categorie differenti, riuscendo a vincerne due che sono spesso indicate tra le più importanti: Miglior Film e Miglior Sceneggiatura Originale, mentre le altre nomination erano Miglior Regia allo stesso McCarthy, Miglior Attore Non Protagonista a Mark Ruffalo, Miglior Attrice Non Protagonista a Rachel McAdams e Miglior Montaggio.

 


 

Trama: Nel 2001, il Boston Globe assume un nuovo direttore, Marty Baron. Durante il primo incontro con i suoi nuovi dipendenti, Marty conosce il team Spotlight, una squadra di giornalisti che svolge parecchie inchieste molto lunghe e capitanate da Walter Robinson.

A Baron arriva la notizia che un avvocato ha accusato che l’arcivescovo di Boston sapeva degli abusi sessuali che un prete aveva fatto ai danni di bambini qualche anno prima e ordina al team Spotlight di investigare.

Il giornalista Micheal Rezendes incontra quindi l’avvocato Mitchell Garabedian, che inizialmente rifiuta di essere intervistato. Anche se gli era stato ordinato il contrario, Rezendes rivela di essere del team Spotlight e convince Garabedian a parlare.spotlight-movie

Iniziano così le indagini su quello che credano sia solo un prete, ma ben presto, tramite il gruppo che tutela le vittime di abusi sessuali perpetrati da preti, le indagini si allargano e il team Spotlight arriva a seguire le piste di una novantina di preti solo nell’area di Boston, grazie alla soffiata di un ex prete.

Quando però avvengono i fatti dell’11 Settembre, le loro indagini vengono messe in secondo piano e perdono di priorità, ma la pubblicazione degli atti che confermano che l’arcivescovo di Boston era al corrente degli abusi, spinge Rezendes e gli altri di continuare con la loro inchiesta.

Appena prima di andare in stampa, Robinson confessa che anni prima aveva ricevuto una lista di 20 preti pedofili a cui però non aveva dato molta importanza, scusandosi con il resto della squadra. Baron però si complimenta con tutti e li esorta a pubblicare l’inchiesta prima che altri bambini possano subire gli stessi abusi.

Pubblicano quindi l’articolo con il link di tutti i documenti sulle indagini e istituiscono un numero da chiamare per coloro che sono a conoscenza di altri abusi. Il mattino seguente, la squadra si ritrova inondata di telefonate da molti testimoni che grazie al loro articolo hanno trovato la forza di denunciare.

 

Premi:

 

Miglior Film: Diciamo che Il Caso Spotlight non era proprio il favorito in questa categoria, in cui Revenant di Inarritu doveva fare la parte del leone. Ma proprio la forza delle immagini e la crudezza di una storia molto This photo provided by Open Road Films shows, Michael Keaton, from left, as Walter "Robby" Robinson, Liev Schreiber as Marty Baron, Mark Ruffalo as Michael Rezendes, Rachel McAdams, as Sacha Pfeiffer, John Slattery as Ben Bradlee Jr., and Brian d'Arcy James as Matt Carroll, in a scene from the film, "Spotlight." The film is among the 10 nominees for the Producers Guild Awards, which were announced Tuesday, Jan. 5, 2016. (Kerry Hayes/Open Road Films via AP)importante nella cronaca degli ultimi anni, hanno permesso a Spotlight di garantirsi il premio ed entrare nell’Olimpo del cinema.

 

Miglior Sceneggiatura Originale: Seppur sia basato sulla reale inchiesta del Boston Globe vincitrice del premio Pulitzer, la sceneggiatura aggiunge molti dei fatti interni al gruppo, tale da essere considerata appunto originale. In questa categoria invece questo film partiva già da favorito, dopo la vittoria ai Bafta e ai Satellite Awards.

 

Altre nomination: Come già detto, le altre nomination erano quelle per la Miglior Regia (vinto come previsto da Inarritu per Revenant), Miglior Attore Non Protagonista (in cui Mark Rylance de Il Ponte delle Spie è riuscito a spuntarla), Miglior Attrice Non Protagonista (dove Alicia Vikander vince meritatamente per la sua interpretazione in The Danish Girl) e Miglior Montaggio (vinto invece da Mad Max: Fury Road che ha fatto incetta di premi tecnici).

Autore dell'articolo: Antonio Fiasconaro

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